Questo è comprensibile, laddove l’Ospite cercava solo un ricovero per rinfrescarsi e riposarsi per la notte.
Un caso tipico sono i tantissimi Alberghi di Città dedicati a una cliente business, di transito.
Al massimo con servizi di noleggio, una palestra, sale per incontri, convegni, …quel genere di cose.
Altrove nel tempo la situazione è cambiata completamente.
Gli antichi hotel dei luoghi di vacanza, dove si trascorrevano mesi in “villeggiatura”, offrivano la pensione competa.
Al massimo gli stornelli di qualche gruppo locale, o la serata di “liscio”.
Quel mondo è praticamente scomparso.
Oggi in tanti desiderano divertimento e benessere.
All’Hotel la scelta di produrlo in casa, o in outsourcing.
Solo pochi hotel, di varie categorie, non offrono servizi aggiuntivi, distrazioni, coinvolgimenti, momenti intensi di divertimento, vicinanza, emozione.
Questi possono anche essere i sobri, essenziali, talora eleganti meublé e garni.
La filosofia del garnì si adatta bene a chi cerca autonomia e indipendenza durante la vacanza, senza il vincolo di dover consumare i pasti nella struttura.
Il perché di questa scelta varia da titolare a titolare.
Gli altri sono ben consapevoli della necessità inderogabile di coinvolgere, allietare, riempire le giornate e soddisfare i gusti di una clientela sempre più assetata di esperienze, sport, spettacolo, divertimento e momenti intensi.
Cose queste che necessitano non solo di una seria e capace organizzazione – spesso addirittura con strutture e persone dedicate a questi impegni complessi – dove i titolari sono già molto affaccendati nella gestione non facile dei vari settori di questo mestiere e soffrono non poco l’assenza di tempo, con tutto ciò che ne consegue.
Inoltre aggiungere tutti questi eventi, gli sport, le attrazioni, i nomi di artisti di richiamo, etc. è anche una cosa …costosa.
O, semplicemente – e questo vale soprattutto per gli esercizi piccoli, con spazi limitati – non si saprebbe nemmeno dove ospitarli.
Discorso chiuso, allora per tutte queste realtà?
Devono soccombere di fronte alle grandi realtà, ai villaggi turistici in grado di offrire una miriade di atrrazioni, spettacoli, concerti, divertimenti ed eventi al loro interno?
No. Neanche per sogno!
Divertimento e benessere in outsourcing?
Beh, qualcuno potrebbe chiedersi cosa sia, cosa significhi questo termine, o cosa c’entri col mondo dell’ospitalità fatta bene…
Da tempo in uso per settori produttivi, contabilità e quant’altro.
Alcune positive caratteristiche dell’outsourcing:
• Esternalizzazione di funzioni/processi non strettamente connessi all’ospitalità a fornitori esterni.
• Riduzione dei costi operativi, accedendo a competenze specializzate nei rispettivi settori e servizi senza doverle (o poterle) sviluppare internamente.
• Possibilità di concentrarsi sulle attività core business del proprio già complesso mestiere, lasciando i processi di divertimento, sport, leisure ed entartainment a fornitori specializzati.
Così, in nome di una convenientissima sinergia piena di vantaggiose e reciproche complementarità, l’outsourcing esperienziale mette insieme fornitori esterni di questi servizi con il proprio brand.
Ecco allora che l’Hotel può stringere accordi con associazioni sportive di golf, vela, sport acquatici, spettacoli teatrali, animazione per adulti e bambini, spa, benessere, tour accompagnati, etc.
Può anche creare soggiorni legati a stage di cucina, o di arte, o di lingue o qualunque cosa: il limite è solo la fantasia da un lato e un buon marketing che scopra quali siano le attività più desiderate e richieste, dall’altro.
Fatta propria questa logica così vantaggiosa, il resto sono accordi (e attente valutazioni e selezioni accurate) da elaborare specialmente durante i periodi di bassa stagione o chiusura.
L’attenta selezione delle strutture con cui si creano collaborazioni durature è importantissima: agli occhi degli Ospiti è l’Hotel che sta offrendo quei servizi.
In qualche modo ne diventa garante e responsabile di qualunque disguido.
Occorrono quindi grande cautela, attenzione e un buon contratto…
Bene, per consolare chi non dispone di un immenso villaggio, o di un Hotel pieno di queste attività, è bene dire che nessuno alla fine possiede tutto in casa, o è in grado di offrirlo nei propri spazi.
Ho ancora in mente una visita a EuroDisney, anni fa, dove il direttore – un uomo molto professionale, preparato e sicuramente anche un bravissimo “venditore” – mi illustrava le mille e mille attrazioni, i divertimenti, gli svaghi, i giochi, i negozi, i ristoranti in stile di quella che è più una città turistica che un gruppo di Hotel in uno stupendo comprensorio.
Eppure, non appagato da quella mole di servizi aggiuntivi, che da soli richiamano milioni di persone ogni anno, aggiunse, da attore consumato che preparava il colpo di scena (glielo si leggeva negli occhi…): “E c’è un ulteriore e non meno importante motivo per venire a EuroDisney…” – pausa per creare aspettativa…- “…PARIGI!!“
Insomma, Parigi, la Ville Lumière, la bellissima capitale, diveniva l’ennesima attrazione dell’Hotel, non il contrario… 😉
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